Dylan Thomas a Rio Marina di
Massimo Trombi
in La
Piaggia, Inverno '99, pp 30-31
Quando Dylan Thomas sbarca a Rio Marina, il 20
luglio 1947, con la famiglia, nipote e cognata, è già un poeta molto
apprezzato, l'incarnazione vivente di un mito per i giovani di una generazione.
Anticonformista, perennemente senza un penny, è
dotato di una straordinaria e impetuosa vitalità espressiva le cui radici
affondano nella tradizione celtica del Galles, e di Swansea, sua città natale.
Una città di mare, quindi, che "striscia e si
stende lungo l'arco di una grande e splendida spiaggia, dove i ragazzi
perdigiorno e ragazzi di Sandfield e vecchi di chissà dove cercavano fra la
sabbia, bighellonavano, sguazzavano, guardavano le navi che rientravano o le
navi che se ne andavano verso il mistero e l'India, la magia e la Cina".
Una città di provincia con le sue miniere di carbone, col porto e le attività
ad esso connesse, teatro di un'infanzia intrisa di giochi calati nello scenario
naturale, or costruendo piste sulla sabbia, castelli e fortini, or vagheggiando
imprese su cui egli fantasticava insieme ai suoi coetanei nel rifugio segreto
immerso nel sottobosco. Rio Marina rappresenta la tappa conclusiva del suo
soggiorno italiano.
