Elba isola di poeti e narratori

Elba isola di poeti e narratori è un'antologia, ma non un' antologia critica perché non sono una critica, né desidero esserlo. E' il percorso di una lettrice che ha con la parola scritta un rapporto emotivo, empatico, emozionale e non intellettuale, che tenterà di dare uno sguardo sugli scrittori elbani e sull’Elba nella letteratura.
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sabato 13 luglio 2013

Manrico Murzi : intervista di Liliana Porro Andriuoli



L’intervista è tratta da LETTERA in VERSI, una newsletter di poesia, a carattere monografico, nata da un’idea di Margherita Faustini e Rosa Elisa Giangoia, che ne cura la realizzazione con la collaborazione di Liliana Porro Andriuoli. Il n. 46 del giugno 2013 di Lettera in Versi è dedicata a Manrico Murzi.


Manrico Murzi con Marguerite Yourcenar  
Manrico Murzi : intervista di  Liliana Porro Andriuoli
Hai iniziato la tua attività letteraria, come poeta, pubblicando nel 1964 per i tipi dell’editore Rebellato di Padova una raccolta di versi dal titolo Il cielo è caduto. Quali sono state le sollecitazioni che hanno fatto nascere in te la vocazione per la poesia? Quanto ha influito su questa tua vocazione l’incontro con Giuseppe Ungaretti? E cosa ha significato per te, ancora studente, tale incontro?

domenica 31 marzo 2013

Giulio Caprilli e i suoi versi spudorati e magnifici di Gloria Peria





Giulio Caprilli e i suoi versi spudorati e magnifici.

Giulio Caprilli nasce nel 1928 a Portoferraio, più precisamente alla Padulella, in una bella e grande casa dove trascorrerà, con nove fratelli, buona parte della sua breve vita in un’informale e allegra confusione. Né il padre, avvocato, antifascista, vicino alle idee anarchiche, né la madre, donna bella e altolocata, inadatta alla vita casalinga, interferiscono  nell’educazione dei figli che crescono nella massima autonomia.   Come afferma Manrico Murzi nel bel libro da lui curato, Questo mare non finirà di urlare, Giulio non sopporta la disciplina scolastica ma la curiosità e la voglia di apprendere lo inducono a leggere molto .. al riparo di un muro scrostato o di una tamerice malaticcia   Il suo spirito ribelle e la vocazione alla libertà lo conducono, nel dopoguerra, a partecipare a Firenze ai corsi di formazione per dirigenti del Partito Comunista, ma la sua posizione ideologica, come quella di altri intellettuali della sua generazione, è incerta, sospesa tra l’intenzione di partecipare concretamente alla realizzazione dei principi in cui crede e l’insofferenza all’obbedienza politica. Giulio è un intellettuale vivace, scrive racconti profetici e versi spudorati e magnifici. Muore a Firenze per una grave malattia giovanissimo, all’età di 32 anni, nel luglio 1960, un mese dopo aver pubblicato una piccola raccolta poetica dal titolo La testa in mongolfiera.




domenica 24 marzo 2013

Poesie scelte di Manrico Murzi (1)



Nessuna foto e nessuna breve introduzione. Lasciamo parlare la poesia.
da Il Cielo è caduto, Padova , Rebellato, 1964

MOMENTI
1
Udii voce di donna
e diventai bambino
dalla gioia.

2
Che grande amore erano
quegli alberi incantati
con foglie grandi
con grandi rami
che abbracciavano il cielo.

Che grande morte sono
ora
quegli alberi ammazzati dall’inverno
con ricordo di foglie grandi
con grandi rami
che gridano al cielo.

3
Oh, se le labbra fossero di fuoco.
Si potrebbe baciando
distruggersi il corpo
vedersi l’anima.

venerdì 22 marzo 2013

Manrico Murzi " poeta giramondo"

Manrico Murzi  con Nagib Mahfuz, premio Nobel per la letteratura nel 1988


 MANRICO MURZI, «poeta giramondo», nasce in Marciana Marina-isola d’Elba nel 1930. Nell’Ateneo romano, dopo due anni di Giurisprudenza, passa alla scuola di Ungaretti e nel ’56 si laurea in Lettere e Filosofia con la tesi «La Paura nella Letteratura Contemporanea». Nel ’54, assieme al poeta Giulio Caprilli, fonda la rivista letteraria di vita breve, «Il Mirteo». Nel ‘56 sposa la scultrice-pittrice-ceramista Ivy Pelish, di New York, formatasi e laureatasi in Dottrine Umanistiche all’Hunter College. Ha tre figlie: Simonetta, Lauranna e Giuliana. Nel ’58 lascia l’insegnamento e si dedica a lunghi viaggi, scegliendo per domicilio le acque del Mediterraneo di cui respira, indagandoli, i luoghi dell’antica civiltà classica. Vaga più tardi nei Paesi del Medioriente e del Nordafrica, accostandosi alle varie culture, vecchie e nuove. I suoi versi appaiono in “Inventario” e altre riviste. Scrive e pubblica racconti, tra cui si ricordano «Occhi di Polpo» e «Interferenze»; teatro: «Il Discorso con la Luce», «Il Pollice»… Con Rebellato di Padova pubblica i suoi libri di poesia: «Il Cielo è caduto», ‘64; «Forme nell’Aria», ’72, prefazione di Raffaello Brignetti.