La mia isola
'Elba è l'Elba. Per capirlo basta salire su un traghetto a Piombino, poche migliaia di
lire, e lasciare la terraferma, possibilmente senza portarsi la macchina. A
piedi si cammina bene. Affittare la bicicletta è un'avventura senza fatica. Ci
sono corriere. Napoleone non capì che l'Elba è l'Elba e morì a Sant'Elena, che
è una spiacevole isola. L'Elba non è esattamente un'isola. E una piccola patria
, troppo grande per essere un'isola-isola, fatta di un' isolanità e di mare, di
voglia serale di continente e di malinconia notturna per essere separati dagli
altri, al di là del canale, troppo stretta per essere un'isola di respiro
demografico e geografico, come la Sicilia e la Sardegna. E' la più facile e
accessibile fra le esperienze particolari del turismo, milioni di perso ne
hanno la possibilità di trovarsi dentro un diverso pianeta dopo soltanto un'ora di viaggio per
mare. Non c'è nulla di esotico né di stravagante, la campagna è toscana, la radice
è etrusca, l'architettura è romanica, poi rinascimentale e poi barocca. Portoferraio
e Porto Azzurro sono fortezze importanti, urbanisticamente iscritte nella
storia dell'arte, Marciana è una minuscola città Stato che batteva moneta. Ma
non c'è nulla di eccezionale in questo spazio tipicamente italiano.
