Elba isola di poeti e narratori

Elba isola di poeti e narratori è un'antologia, ma non un' antologia critica perché non sono una critica, né desidero esserlo. E' il percorso di una lettrice che ha con la parola scritta un rapporto emotivo, empatico, emozionale e non intellettuale, che tenterà di dare uno sguardo sugli scrittori elbani e sull’Elba nella letteratura.
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sabato 15 giugno 2013

La mia isola di Gaspare Barbiellini Amidei


La mia isola


'Elba è l'Elba. Per capirlo basta salire su un   traghetto a Piombino, poche migliaia di lire, e lasciare la terraferma, possibilmente senza portarsi la macchina. A piedi si cammina bene. Affittare la bicicletta è un'avventura senza fatica. Ci sono corriere. Napoleone non capì che l'Elba è l'Elba e morì a Sant'Elena, che è una spiacevole isola. L'Elba non è esattamente un'isola. E una piccola patria , troppo grande per essere un'isola-isola, fatta di un' isolanità e di mare, di voglia serale di continente e di malinconia notturna per essere separati dagli altri, al di là del canale, troppo stretta per essere un'isola di respiro demografico e geografico, come la Sicilia e la Sardegna. E' la più facile e accessibile fra le esperienze particolari del turismo, milioni di perso ne hanno la possibilità di trovarsi dentro un diverso  pianeta dopo soltanto un'ora di viaggio per mare. Non c'è nulla di esotico né di stravagante, la campagna è toscana, la radice è etrusca, l'architettura è romanica, poi rinascimentale e poi barocca. Portoferraio e Porto Azzurro sono fortezze importanti, urbanisticamente iscritte nella storia dell'arte, Marciana è una minuscola città Stato che batteva moneta. Ma non c'è nulla di eccezionale in questo spazio tipicamente italiano.

sabato 2 marzo 2013

Il nostro scoglio visto da Gaspare Barbiellini Amidei

Gaspare Barbiellini Amidei  aveva in programma di riunire in un libro tutti gli articoli che aveva scritto sull’Elba e telefonò per chiedermi di aiutarlo  a recuperare quanto era stato pubblicato sulla rivista Lo Scoglio di Aulo Gasparri e sugli altri giornali isolani. Purtroppo non ha potuto realizzare questo suo progetto. Cercherò, per quanto mi sarà possibile, di riunire qui i suoi articoli anche per ricordare quanto ha scritto e fatto per l’Elba.
L’articolo che riporto sotto è apparso sul numero 0 de Lo Scoglio II Trimestre Anno 1 – Primavera –Estate 1983 p. 5



 Il nostro scoglio
visto da Gaspare Barbiellini Amidei

Non è mica un’isola, l’isola d’Elba. Anch’io ho creduto per tanto tempo che lo fosse, e che l’insularità fosse il suo fascino, la certezza di poter lasciare ogni sera dieci chilometri di mare fra sé e il mondo. Noi elbani la chiamavamo lo scoglio, a sottolineare questa condizione apparente. Ora che sono più vecchio, e ci torno più spesso, mi sono accorto che la mia terra non è un’isola, è una patria strana, completa, non separata da  nulla d’altro che si possa fare o desiderare.
            In un certo momento del giorno, di un giorno qualsiasi, all’Elba mille persone possono vivere in modo diverso e simile, nella tranquillante certezza che Dio, dentro questi centoquarantasette chilometri di costa, non ti nega niente di ciò che sia lecito sperare. Se non trovi qualcosa, fra la spiaggia e i mille metri del Monte Capanne, se resta l’inquietudine di qualcosa che devi andare a cercare altrove, sul continente, vuol dire che un’isola è dentro di te, non fuori, che dentro è una separazione fra l’esserci e l’avere. Non fuori: dove le vigne e le strade, il bosco e la roccia, le case e i castelli, le barche e le biciclette, i fossi e i pozzi, le chiese e i cimiteri, le piazze e i sentieri sono un universo concluso, sufficiente.